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Lo rassicuro che la mia tasca non potrà mai sostenere un tale esborso, ma che anche la più umile penna mi appassiona proprio al pari di un gioiello.
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Ti portano a me su un carrello, sotto un coperchio di plexigas… se non ci fossero gli oblò direi che mi stanno portando il carrello dei dolci…
…e tu sei là, che fai le boccacce sputacchiando bolle di saliva, la piccola bocca imbronciata, le manine strette a pugno… dagli occhi chiusi una lacrima riga la tempia e scivola lenta.
Hai fatto il tuo ingresso nel mondo.
Ti guardo, piccola creatura, e penso che sei unica e irripetibile e nello stesso tempo hai in te una parte di me. Sei mia nipote. Ma non ti sento tale
Ti sento come un mondo a me sconosciuto ma che per ragioni arcane si è legato al mio mondo.
Graviteremo insieme, su orbite strettamente connesse, ma mai ci incontreremo.
Ed è giusto così. Ognuna di noi guarderà all’altra così come gli uomini guardano ogni giorno e ogni notte alle stelle e alla luna, stupefatti che tale meraviglia sia loro riservata.
Ci saranno notti in cui saremo in ombra, ma consapevoli di esistere anche se nascosti alla vista. E allora non sarà ombra, non sarà notte, ma notte pregna di un seme di luce che tramanderemo, così come si è tramandato, attraverso un sorriso … il primo sorriso del mondo.
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Lo confesso: non sapevo nulla sul Connettivismo prima che mi fosse segnalato il sito Europa magica.
Il termine comunque non mi era nuovo. Mi richiamava però altre realtà:
- Connessione : a Internet, ad esempio
– Connettivo : tessuto conn., Massaggio conn., Riflessoterapie, Rolfing. E poi ancora:
- Connettere /non connettere: espressione questa usata sovente per esprimere uno stato di difficoltà ad essere qui/ora, presenti e vigili; per segnalare che qualcosa di meno esplicativo a parole s’è inceppato nel profondo del nostro essere, così che è venuta meno quella connessione di pensieri veicolo di successive parole e azioni.
Cosa veicola la “connessione”?
Quale il suo input?
La connessione connette parti con altre parti e/o con un insieme.
Il suo input? Un con-tatto. Un con-tatto che avvii un flusso di stimoli che si espanda a tutte le parti connesse.
Il massaggio connettivale si basa su questo principio. Si tocca ( con-tatto) un punto del corpo, ovvero un punto dell’insieme psicofisico di una persona, e si avvia una reazione energetica che si propaga tras-formando l’unità, ovvero la forma di quel corpo-persona umano nella sua complessità.
La filosofia del Rolfing, nonché la sua scienza riposa invece nell’arte “di integrare in maniera strutturale, funzionale ed energetica il corpo-persona umano nello spazio-tempo e nella gravità mediante la manipolazione miofasciale e l’educazione dei movimenti” [ 1].
Possiamo considerare queste tecniche manipolative una metafora del connettivismo.
Il tessuto connettivo che forma, racchiude, sostiene, protegge veicolando informazioni, diventa allora per analogia il tessuto connettivo dell’Umanità. Ogni singolo individuo è una cellula di Adàm Universale che si alimenta, si sostiene, si tras-forma grazie ad una successione di input generati da con-tatti ininterrotti.
La “rete” connettiva è il veicolo che mette tutte le relazioni ( conseguenti al con-tatto) in relazione tra loro.
Il con-tatto
La parola “massaggio”, tecnica di con-tatto di un corpo con un altro corpo, rimanda al messaggio. Le carezze, le varie pressioni sulla pelle inviano dei precisi segnali ai recettori. Il tatto di chi effettua il massaggio è in stretta “connessione” con il tatto del fruitore del massaggio-messaggio. I recettori captano il “contenuto” del messaggio e lo mettono in circolo.
Ogni forma di con-tatto non è altro che una forma di messaggio. E viceversa il messaggio è una forma/espressione di contatto.
Manipolando la “forma” di un corpo si può, dunque, con opportuni input, tras-formarlo e dare nuova forma al suo spazio.
La trasformazione può avvenire manipolando il corpo, ma anche attraverso altre tecniche: lo yoga, la meditazione, nonché attraverso parole e suoni. La musicoterapia ne è un esempio. Questo significa che la sollecitazione, o input da con-tatti di uno o più punti dell’insieme psicofisico umano, non è solo “materiale”. Il corpo non è solo una forma di muscoli e ossa.
La vera tras-formazione di un uomo però, per essere veramente tale, non avviene solamente sul piano fisico: coinvolge anche il piano mentale, emotivo, spirituale.
In Genesi, vi è già la traccia di Connettivismo : nel soffio di Dio che infonde vita ad Adamo (Gn. 2:7) – ad esempio, e più avanti, nel sogno di Giacobbe (Gn.28: 12).
Dio si “connette” ad Adamo attraverso il Suo soffio: da forma statica Adamo si trasforma, dopo tale con-tatto, in una nuova forma vitale e dinamica: ‘divenne essere vivente’. La neshamà è l’essenza del suo tessuto connettivo.
Nel sogno di Giacobbe invece è la scala la via, la “rete” su cui salgono e scendono angeli. Gli angeli nella Bibbia sono sempre portatori di messaggi.
Giacobbe vede dunque angeli/messaggi che si muovono salendo e angeli/messaggi che si muovono scendendo….: la scala di Giacobbe è il primo interscambio visivo tra soggetti che esistono in realtà separate ma “collegate” in un unicum, che così si tras-forma ( ovvero modifica la sua forma) dynamicamente.
Tornando al Connettivismo,
l’Umanità, grazie anche ad Internet, sta diventando consapevole della sua natura di Adàm Universale.
In tempo reale notizie e informazioni si propagano da e verso ogni sito della Terra. Gli uomini per la prima volta si sentono “collegati” gli uni agli altri, si scambiano emozioni, pensieri, immagini. In breve: si raccontano. La quantità e la qualità degli input immessi nella “rete” connettiva umana è di incommensurabile valore e potenza (dynamis): l’umanità tutta è coinvolta in modo travolgente e tras-formante.
Una trasformazione che non avviene però per mezzo di contatti sulla pelle ma attraverso contatti di altra natura.
Connettivismo e Potere
Se l’ignoranza del popolo fu l’alleata per eccellenza dei tiranni, il Connettivismo è il nuovo spauracchio del Potere.
Tant’è che una delle grandi battaglie che il Potere si trova oggi a combattere è la “censura” della libera circolazione di notizie sulla rete.
Per il Potere il vero pericolo della ‘rete’ connettiva non è in quello che denuncia al popolo: ovvero l’esubero delle panzane (tutti scrivono di tutto e di più) o il rischio per le giovani menti di imbattersi in un ‘orcomangiabambini’. Il vero pericolo, per il Potere, è proprio quello di trovarsi come una cellula spuria in un organismo che, reintegrandosi piano piano come Umanità libera e sana, prima o poi lo fagociterà. ![]()
1] Jeffrey Maitland – Il corpo spazioso